Published: April 28, 2025
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LA BRIGATA EBRAICA E IL 25 APRILE ⛔️Attenzione: thread inutilmente lungo ⛔️ Dopo il tweet dell’altro giorno, ho dedicato un po’ di tempo a ricostruire, tramite l’Archivio del Corriere, la storia della partecipazione della Brigata Ebraica alle celebrazioni del 25 Aprile. >>

Sull’archivio del Corriere se cerchi “brigata ebraica” ci sono in totale 362 risultati. De questi solo 16 prima del 2003. Il primo è del 27 marzo 1945 ed è un trafiletto in cui si dà notizia della nascita della Brigata, in maniera non proprio entusiasta e rispettosa. >>

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La Brigata Ebraica partecipa per la prima volta al 25 Aprile nel 2004 in forma di “provocazione”. S’accompagna a un Cecchi Paone a stelle strisce in piena invasione Iraq. Se oggi qualcuno facesse lo stesso con la bandiera russa, vabbè lo sappiamo. >> https://x.com/stacce2021/statu...

L’obiettivo dichiarato è quello di “contrastare” la presenza di bandiere palestinesi, irachene, cubane. Quindi la scelta di partecipare, da subito, parte non con un’idea di condivisione e inclusione, ma di contrasto, anzi: di esclusione. La provocazione viene contestata. >>

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Naturalmente la partecipazione era stata preparata dalla tempestiva preoccupazione di un lettore dispiaciuto perché troppi pochi italiani avevano alla finestra la bandiera dello stato invasore dell’epoca. Ma a consolarlo ci pensa Mieli, con dedica alla RSI. >>

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Da quel momento, partono le celebrazioni della brigata ebraica. Il 7 giugno dello stesso anno viene piantato un ulivo in memoria della brigata. Da lì si susseguono le iniziative: Gasparri (che evidentemente ha fiutato l’aria) vuole fare una fiction sulla brigata ebraica. >>

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2006: nuove contestazioni, il giornalista chiede come mai nei passati cortei non c’erano contestazioni: perché la Brigata non c’era? E comunque, come abbiamo visto, le contestazioni c’erano da subito. Ma c’è sempre il jolly antisemitismo. >>

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Durante le contestazioni vengono bruciate due bandiere israeliane: il Corriere ci va avanti per giorni (ve li risparmio): solidarietà, sinagoghe aperte, fascisti di sinistra: sono passati appena due anni dalla richiesta di esclusione delle bandiere palestinesi. >>

Pausa d’alleggerimento: poteva mancare un Fassino d’annata? No, non poteva mancare. E infatti eccolo qua. >>

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2007: la Brigata sbarca a Roma. Ormai pare che c’è solo la brigata ebraica. Ma tutto fila liscia. Bisogna aspettà l’anno successivo quando ben “un manifestante” insulta la brigata ebraica. Nota bene: si tratta sempre della bandiera israeliana e mai di quella della brigata. >>

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Piccolo capolavoro del Corriere: “ignoranti, confondono la bandiera della Jewish Brigade con quella di Israele”. Due righe poi parlano degli ebrei armati di bandiere con la stella azzurra. La Jewish Brigade aveva la stella gialla. Sta a fa’ caso. Ignoranti! >>

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2009: sta storia sta a diventà un po’ smoscia e quindi ce pensa Guido Podestà (e onore ai combattenti della RSI). Scelta surreale accettata senza batte ciglio ma pure stavolta casini pochi. A Roma invece il 25 aprile capita de sabato e la Brigata non sfila. >>

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Pausa d’allegerimento due: er sindaco Alemanno chiama l’esercito. Rievocazione in costume, in cui trasferisce la Brigata Ebraica alla V armata americana pe’ falli diventà liberatori de Roma. >>

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Gli anni successivi proseguono nello stesso modo: contestazioni (senza episodi particolarmente significativi), accuse d’antisemitismo, Podestà che invece che sfilare sotto il gonfalone sfila nello spezzone della Brigata Ebraica. E un po’ di make up. Qui retrodatazione al ’43. >>

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Intermezzo: articoloide di cortesia per il lancio del settantesimo, con “fonte wikipedia” e il romantico racconto della Brigata Ebraica (e, non volendo, anche il suo ruolo nella Nakbah che sarebbe avvenuta qualche anno dopo). >>

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Arrivamo al 2015: Pacifici tenta la forzatura: o noi o i palestinesi. Noi comunque non veniamo perché è sabato. La provocazione riesce a metà: alla fine il direttivo romano si dimette per protesta. Il comune rinuncia al corteo: ormai senza Brigata non se pò fa più niente. >>

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Come ner 2009, pure nel 2015 il 25 Aprile capita de sabato solo a Roma, quindi a Milano la Brigata Ebraica sfila con il PD che gli fa da scorta (proprio in senso fisico – notare i nomi). >>

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2016. Paginone in cui si è costretti ad ammettere che sti contestatori rispettano le vittime dell’Olocausto. Ma non è che ce l’hanno proprio col governo di Israele? No, Fiano garantisce che Israele è antifascista (Bibi era al potere ininterrottamente dal 2009) >>

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2017. È la liberazione “tuttablu” di cui resta indelebile il ricordo della patriota europea Coco Chanel. Nel frattempo la Comunità ebraica entra nel comitato permanente che organizza il Corteo e si preoccupa che anche altri abbiano ottenuto il permesso a sfilare. >>

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Ma la comunità ebraica romana non demorde: o cacciate i palestinesi o noi non veniamo. Secondo corteo disertato. Il PD s’appecora e rinuncia al corteo pur di seguirla. Smuraglia (che in passato l’ha sempre difesi) s’è accorto della cazzata fatta ma ormai è troppo tardi. >>

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Pausa intrattenimento: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare (no commet sull’accuratezza storica della ricostruzione). >>

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2018: alla Brigata Ebraica viene conferita la Medaglia d’Oro al valor militare. Nasce il Museo della Brigata Ebraica. Ma la comunità romana insiste: dovete caccià i palestinesi dar corteo! Non lo fate? E noi non venimo manco quest’anno! >>

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2019: quando serve c’è sempre un tempestivo lettore a scrivere al Corriere a proposito della Brigata Ebraica (le altre ve le ho risparmiate). Se non c’è ce la infila lo stesso. En passant: la bomba a Via Rasella era meglio non metterla. >>

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2020 è l’anno der Covid quindi niente cortei, “Bella Ciao” si canta dai balconi. Ma la comunità ebraica protesta lo stesso: i palestinesi non devono cantà!!! (ok questa me la so’ inventata ma a na certa ce voleva pe’ allegerì sta via crucis). >>

2021 Pacifici torna alla carica. L’ANPI ci escludeva. >>

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2022 Guerra in Ucraina: dopo vent’anni, improvvisamente diventa problematico portare alla manifestazione le bandiere di uno stato occupante. Ma la brigata ebraica cerca rifugio tra le bandiere ucraine e quella della Nato. >>

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2024 la guerra mo c’è pure in Israele, quindi non se può più parlare di guerra. Solo due anni prima con le bandiere ucraine, adesso vanno rimossi gli striscioni “cessate il fuoco ovunque”. Il problema non è più soltanto la presenza dei gruppi filopalestinesi. >>

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A Roma non serve ve racconto quello che è successo, alla fine è costretto a racconticchiarlo anche il Corriere, ma sempre offrendo la possibilità di smentita alla comunità ebraica e a Pacifici. >>

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P.S. La Brigata Ebraica rappresenta un episodio, piccolo ma reale, della lotta contro il nazifascismo. Molte altre furono le comunità straniere che vennero a combattere in Italia, organizzate in modi diversi (polacchi, russi, brasiliani). >>

Dice ma quelli della Brigata Ebraica avevano altri motivi: eh, sai che novità, tutti avevano anche altri motivi, pure Stalin, pure Churchill, pure i partigiani titini. E tutti possono esse criticati per quello che hanno fatto dopo, ma tutti hanno il diritto d'esse ricordati. >>

Altro sono gli Stati: si è passati dal “va bene contestare Israele” del 2004 a “vietato parlare di Medio Oriente”. Le insegne della Brigate Ebraica, mio modesto parere, hanno tutto il diritto di esserci. Ma sono diverse da quelle di Israele (e lo stesso vale per la Russia). >>

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