Una delle tipiche affermazioni dell'ALIENATO che si interessa di attualità e politica è sintetizzabile in "EURSS". Dependance del delirio i "glibalisti son comunisti", Schwab e Soros sono leninisti, l'ideologia gender è marxismo ecc. https://www.einaudi.it/catalog...
Questo è in genere il Paolo Pini di Strambolandia, ovvero della cosiddetta "dissidenza" tout court. Cosa dice invece la storiografia sul rapporto tra comunisti e Unione Europea, lo mette in luce l'autore del libro linkato sopra. L’autore, storico uber-piddino, racconta non solo
la ormai risaputa svolta europeista del Pci operata da Berlinguer e del gruppo dirigente che lo circondava (Napolitano, Segre, Amendola, Bufalini, eccetera) ma, cosa ben più interessante e di solito taciuta in campo “sovranista”, le reazioni dell’Urss. Che non furono propriamente
entusiaste considerato che la Comunità Europea era “vista come un’appendice dell’Alleanza Atlantica” (ma che kattivoni questi komunisti!). Si cominciò con le perplessità, per poi passare alle critiche sempre più dure fino ad arrivare al sabotaggio:
l’Urss tagliò tutti i finanziamenti diretti al Pci e iniziò a finanziare una fronda antiberlingueriana facente capo a Cossutta. Come anche l’autore certifica – naturalmente con apprezzamento - la svolta politica del Pci, isolata anche fra i comunisti europei
(“l’opzione europeista contribuiva a consolidare le peculiarità del PCI rispetto a tutti gli altri partiti comunisti”), coincise di fatto con l’abbandono di una cultura comunista in favore di una liberal di matrice americana: “I comunisti italiani si collocavano tra le forze piú
consapevoli che il governo degli affari globali avrebbe richiesto un riconoscimento dei nuovi soggetti e un’articolazione dell’ordinamento bipolare. Non per questo costituivano un’avanguardia politica: la nozione dell’interdipendenza e la visione dei limiti del governo bipolare
del mondo era da tempo un patrimonio intellettuale della sinistra liberal e socialdemocratica negli Stati Uniti e in Europa. Ma il distacco dal «campo socialista», l’europeismo e l’attenzione al non allineamento avevano portato il PCI ad acquisire largamente un’ottica estranea al
comunismo sovietico.”. Peraltro, come Pons stesso è costretto ad ammettere, sul piano pratico tanta illuminata visionarietà - la “grande ambizione”, come ci propinano al cinema (come titolo certo suona meglio che “la grande presa in giro”) - si traduceva in puro velleitarismo e
quindi - potremmo aggiungere – demagogia: il fogno. (Via Arturo)
