Fino a quando verrà tollerato il suicidio dell'Italia? Un Paese che fa scappare i giovani, che costringe centinaia di migliaia di lavoratori all'estero, che non attira forze qualificate, mentre è in piena crisi demografica, è un sistema totalmente 1/11 Fonte: @Maps_interlude
autolesionista. Le cause di questo "suicidio" e impoverimento collettivo sono state discusse più volte, ma ben pochi si soffermano sul futuro dell'Italia. Stiamo parlando dei prossimi 10/15 anni. Nessuna nazione avanzata può rimanere prospera senza giovani, senza cervelli, 2/11
senza la valorizzazione della parte più dinamica e giovane della società. Il sistema italiano fa l'esatto contrario: deprime i giovani che rimangono, mentre gli altri scappano dopo anni di umiliazioni ed opportunità negate. Per decenni questo disastro è stato occultato, ma 3/11
ora i nodi giungono al pettine e la realtà si mostra per quel che è: stagnazione, paesini e vaste aree in declino, economia stracciona informale, parassitismo a tutti i livelli, paralisi culturale-artistica, aberrante neo-feudalesimo in pieno dispiegamento. Il tutto condito 4/11
con una delle più gravi crisi demografiche a livello mondiale, sostanzialmente ignorata per decenni da tutte le forze politiche. Come se la questione non esistesse o non fosse un problema. Come se ci fossero facili soluzioni, trasformando l'Italia in una sorta di mix 5/11
fra ospizio a cielo aperto (tantissimi anziani e pochissimi giovani) e un bed and breakfast per turisti stranieri, dove garantire delle rendite ad una comunità morente. L'unico modo per uscire da questo vicolo cieco, cercando di fermare il collasso in "slow motion" della 6/11
Repubblica italiana, è investire oltre 30 miliardi di euro, ogni anno, per 10 anni, per rimpatriare in fretta e furia gli italiani scappati all'estero, mentre allo stesso tempo si offrono vaste opportunità ai giovani rimanenti. Questo piano dovrebbe prevedere la creazione 7/11
di poli/distretti/centri avanzati, a livello scientifico-tecnologico/culturale-sociale, per rivitalizzare le aree depresse italiane. Un piano però di lungo termine, con garanzie decennali pubbliche/private, progetti finanziati in pianta stabile, strutturati per salvare e 8/11
potenziare quel poco di valido che è rimasto. Non si può campare solo con turismo, design di alta moda, buona cucina o PMI che perdono treni su treni. Non si può campare con enti gestiti da élite di over 50enni, stanchi e sfiduciati, mentre sui media va in onda un teatrino 9/11
umiliante e avvilente per qualsiasi essere senziente. Se siamo riusciti a spendere centinaia di miliardi di € per bonus edilizi, etc., possiamo farlo benissimo per le forze giovani e fresche del Paese. Ma qua ora si tratta di scegliere: priorità assoluta a questo piano o 10/11
la fine della Repubblica, dello stato sociale italiano, delle sue "eccellenze", della sua ricchezza, del suo benessere, con finale spoliazione della nazione e sua disintegrazione territoriale nel corso del XXI secolo. Tempus fugit... 11/11
@AleEquilibrium Paese fallito








